La riqualificazione urbana dell’area ex-Michelin di Trento comprende tre importanti realizzazioni: il Museo delle Scienze, il MUSE, la Biblioteca Universitaria Centrale, chiamata BUC, e un’ampia zona destinata a residenze e terziario denominata Le Albere. Il progetto, firmato da Renzo Piano e inaugurato nel 2013, rappresenta uno degli esempi più riusciti di rigenerazione urbana in Italia, capace di restituire alla città un’area industriale dismessa trasformandola in un nuovo polo culturale, residenziale e scientifico.
MUSE
Il carattere più evidente del MUSE è l’andamento delle coperture, che simulano i pendii dei versanti montani circostanti, stabilendo un dialogo visivo diretto con il paesaggio. L’edificio, alto circa 20 metri e sviluppato su sei livelli, ospita collezioni permanenti dedicate alle scienze naturali, all’evoluzione, alla biodiversità e ai cambiamenti climatici. La struttura è concepita secondo criteri di sostenibilità ambientale: la copertura vetrata inclinata massimizza l’apporto di luce naturale, riducendone il fabbisogno. Dal punto di vista della sicurezza antincendio, la configurazione verticale del museo è gestita attraverso un sistema di compartimentazione e controllo del fumo che garantisce l’evacuazione ordinata dei visitatori, con particolare attenzione ai percorsi accessibili per le categorie a ridotta mobilità.
BUC
La nuova biblioteca è un edificio grandioso, distribuito su sette piani, più un interrato destinato a parcheggio, e caratterizzato da ampie vetrate che conferiscono agli interni livelli molto elevati di luminosità. È in grado di ospitare circa 340.000 volumi su 10 km di scaffali, configurandosi come uno dei più importanti poli bibliotecari del Nord-Est italiano. Le finiture interne sono state realizzate in bambù, materiale dal colore chiaro con ottime prestazioni in termini di resistenza meccanica e sostenibilità ambientale.
Le Albere
Il nome del complesso, che deriva dal dialetto trentino e significa «abete», rimarca il desiderio di far trasparire l’essenza ecosostenibile del progetto, che ha previsto l’uso di materiali e tecnologie rispettose dell’ambiente sia in fase di costruzione che di esercizio. L’area è servita da una centrale di trigenerazione che fornisce all’intero complesso i fluidi caldi e freddi, garantendo un approvvigionamento energetico efficiente e a basse emissioni. Tutti gli edifici residenziali e terziari sono concepiti come passivi, a basso consumo energetico, e sono certificati CasaClima. Il centro museale e il futuro centro congressi saranno invece classificati LEED Gold, a conferma dell’elevato standard ambientale dell’intero intervento.