San Lorenzo Martire: un patrimonio che rinasce

In copertina: foto di Jula2812
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Nel pittoresco borgo di Varigotti, affacciato sul mar Ligure nel comune di Finale Ligure, la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo Martire è stata protagonista di un significativo intervento di restauro conservativo, avviato nella primavera del 2024. L’edificio sacro, autentico fulcro della vita spirituale e culturale della comunità locale, necessitava di cure mirate per preservarne l’integrità strutturale e il valore storico-artistico accumulato nel corso dei secoli.
I lavori, condotti con approccio metodico e rispettoso della stratificazione storica dell’edificio, si sono articolati in fasi successive. Nella prima fase, l’attenzione si è concentrata sulla torre campanaria, elemento verticale e simbolico del paesaggio urbano di Varigotti, e sulla Cappella di Nostra Signora del Rosario, spazio devozionale di particolare rilievo per i fedeli della parrocchia. Gli interventi hanno riguardato il consolidamento strutturale, il risanamento murario e il recupero delle superfici degradate dall’azione del tempo e degli agenti atmosferici.
Nella seconda fase, il cantiere si è esteso ai prospetti esterni dell’edificio, restituendo alla chiesa la dignità estetica che merita nel contesto del borgo. Ma l’intervento più impegnativo ha riguardato senza dubbio la copertura: i lavori hanno previsto la completa ricostruzione della struttura portante del tetto, seguita dalla posa delle tegole in ardesia. Questo materiale lapideo di colore grigio-bluastro, estratto tradizionalmente nelle cave liguri e piemontesi, non è soltanto una scelta estetica, ma rappresenta una precisa decisione di coerenza con la tradizione costruttiva locale. L’ardesia è infatti da secoli il materiale per eccellenza dell’architettura religiosa e civile della Liguria, capace di dialogare armoniosamente con il paesaggio costiero e collinare della regione.

Un restauro di comunità: istituzioni e privati uniti per San Lorenzo

Il restauro ha potuto concretizzarsi grazie a un virtuoso modello di finanziamento partecipato, che ha coinvolto soggetti pubblici e privati in un comune sforzo di tutela del patrimonio. Il contributo dell’8xmille alla Chiesa Cattolica ha costituito una delle fonti principali di finanziamento, affiancato dai fondi del Ministero della Cultura e dal sostegno del Comune. Accanto agli enti istituzionali, un ruolo prezioso è stato svolto da numerosi donatori privati, dimostrando quanto il legame affettivo tra la comunità e il proprio patrimonio storico possa tradursi in azioni concrete.
Tra questi, si distingue la partecipazione di GAe, che ha scelto di sostenere il progetto con un gesto dal forte valore simbolico: l'”adozione” di una lastra d’ardesia destinata all’abside della chiesa. Un’iniziativa che trasforma il restauro in un atto collettivo di appartenenza, ricordando che la conservazione del patrimonio storico non è soltanto dovere delle istituzioni, ma responsabilità condivisa di chi riconosce in quei luoghi un pezzo insostituibile della propria identità culturale e comunitaria.
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